Home » I Navigli di Milano | non solo movida

I Navigli di Milano | non solo movida

Anche se non conosci Milano, nell’ultimo anno avrai visto certamente centinaia di fotografie dei Navigli, mediaticamente dipinti come il set ideale del seguito del film “Salò o le 120 giornate di Sodoma”. Il centro meneghino di questa fantomatica movida – parola che nessuno aveva mai utilizzato prima per parlare della vita notturna di questa o altre zone particolarmente ricche di locali – è in realtà un quartiere in cui convivono armoniosamente il passato e il presente della città, case di ringhiera e ristoranti etnici.

Bisogna innanzitutto specificare che da queste parti i Navigli sono due, come suggerisce la declinazione al plurale del termine, ma quello che hai visto in foto è uno solo: il Naviglio Grande. Anzi, per essere più specifici ancora, è quella porzione del corso d’acqua che parte dalla Darsena e arriva fin quasi a Porta Genova.

Tramonto al Naviglio Grande

Voglio rassicurarti: il luogo in questione, proprio come Trastevere a Roma, esiste anche di giorno. Lo so bene io che ci abito! Ed è ricco di chicche che val la pena visitare, quando si ha a disposizione una mattinata o anche solo qualche ora, per fare una passeggiata. Incamminiamoci, dunque.

Spalle alla Darsena, entriamo nell’area pedonale dal lato destro. Dopo pochi metri, sulla sinistra, non potrai fare a meno di notare un antico lavatoio ottocentesco perfettamente conservato. Da esso prende il nome il Vicolo dei Lavandai. La dicitura è al maschile perché, anche se può sembrare curioso, all’epoca lavare i panni delle famiglie benestanti era un lavoro da uomini. Fin dal XVIII secolo, infatti, costoro erano organizzati in una nota Confraternita. A proteggerli, Sant’Antonio da Padova. Non a caso c’è un altare a lui dedicato nella poco distante chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio.

Vicolo dei Lavandai

Lo scorcio di Vicolo dei Lavandai è deliziosamente instagrammabile.

Proseguendo nella nostra passeggiata, arriviamo di fianco ad uno dei ponti che collegano una sponda all’altra. È il Ponte Alda Merini, dedicato alla celebre scrittrice sul finire del 2019, in occasione del decennale della sua scomparsa. L’amata Poetessa dei Navigli, aveva vissuto i suoi ultimi anni in una casa proprio qui di fronte, al civico 47 di Ripa di Porta Ticinese.

Ponte Alda Merini

Ma non attraversare per cambiare lato, non ancora. Prosegui per alcuni passi e, di nuovo sulla tua sinistra, affacciati sulla soglia del Centro dell’Incisione, una stamperia e una galleria d’arte, custodite all’interno di una cascina del Seicento.

Centro dell’Incisione

Il naviglio che stiamo percorrendo non è lungo solo queste poche centinaia di metri: misura in totale quasi 50 chilometri, ed ha rappresentato per secoli la via attraverso cui le merci giungevano in città. Ad accogliere i naviganti ci pensava San Cristoforo, patrono di pellegrini e barcaioli. Il “suggestivo complesso costituito da due chiesette affiancate” vale una sosta ed una visita, prima di compiere il percorso a ritroso per tornare in centro.

Chiesa di San Cristoforo sul Naviglio

Vorrei chiudere con alcuni consigli per gli acquisti del tutto spontanei, anche perché dove recarsi per bere o mangiare, lo sceglierai tu in base al tuo gusto – hai talmente tante opzioni!

Se ami correre, non ti far sfuggire Verde Pisello, punto di riferimento per noi runner di zona.

La tua passione è rivolta ai vinili? Vecchi o nuovi, entra e sogna da Dischivolanti e Il Discomane.

Adori i mercatini delle pulci? Appuntati che ogni sabato mattina c’è la Fiera di Senigallia, ogni ultima domenica del mese il Mercatone dell’Antiquariato e ad inaugurare la primavera e l’autunno, Fiori & Sapori (in date variabili).

Come promesso, non solo movida!

Buona passeggiata dalla tua Ilaria, la Viandante di Quartiere.