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“Quel ramo del lago di Como” | una domenica a Lecco

Forse non tutti sanno che “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi,” è una veduta dall’alto di Lecco. Non tutti quelli che hanno studiato I promessi sposi in un liceo romano, quantomeno, e che – come me – avevano pochissima dimestichezza con la geografia dei paesaggi lacustri del nord Italia.

Lago di Lecco (cigni)

Ora, grazie ad un fidanzato milanese e ad un paio di gite in questa deliziosa località lombarda, conosco la zona un po’ meglio.

La primavera è un momento perfetto per una domenica al lago (ma anche un sabato, o un altro giorno della settimana). Partendo dal centro di Milano, si arriva al lungolago in poco più di un’ora d’auto, traffico permettendo.

La prima cosa che ti colpirà, oltre al panorama davvero suggestivo, è la gran quantità di motociclisti: non appena diventerò una centaura, mi affretterò a dedicare un nuovo articolo alla scampagnata a due ruote.

La zona che abbiamo visitato è quella compresa tra piazza Cermenati, sulla quale svetta il Campanile di San Nicolò, uno dei più alti d’Europa, e piazza Alessandro Manzoni, presidiata dal monumento dedicato allo scrittore la cui grandezza ho riscoperto in età ben lontana da quella scolastica.

Monumento dedicato ad Alessandro Manzoni

La salita del campanile è, al momento in cui scrivo, sospesa.

La statua invece merita un’osservazione più accurata: si tratta infatti di una scultura in bronzo, considerata il massimo capolavoro della produzione di Francesco Confalonieri.

Se vuoi comunque godere di una visuale sopraelevata, puoi fare due passi verso il Monumento ai Caduti, Lungo Lario Isonzo, e acquistare un biglietto per salire sulla ruota panoramica, al prezzo di 6 euro per adulto e qualcosa meno per bambino. Se ti sembra esoso, si vede che non l’hai mai provata: la vista ripaga interamente il costo.

Monumento ai caduti e ruota panoramica

Dall’alto potrai scoprire tante cose, tra le quali la gran quantità di barche e barchette che si godono il lago e una piscina con tanto di ombrelloni su una piattaforma poco distante.

Vista dalla ruota panoramica

Di ritorno con i piedi per terra, troverai diverse proposte per un giro in battello, se ti è venuta voglia.

Una gita domenicale non è tale senza un bel pranzetto al ristorante. Non avendo prenotato, io e il mio compagno abbiamo gironzolato un po’. Le opzioni erano diverse, dall’immancabile poke all’inossidabile giappocinese all you can eat, fino all’iraniano. Ma non avevamo voglia di esotico. Quel che ci voleva era un menù nostrano, possibilmente corredato di un buon calice di vino.

Eravamo in piazza XX Settembre quando, attratti dalle molte persone sedute ai tavolini all’aperto e dall’aspetto dei piatti, abbiamo deciso di domandare se ci fosse un posticino per noi. Il locale prescelto si chiama Frigerio, e non ha tradito le nostre aspettative. Personale di sala davvero gentile e piatti gustosi. Io ho ordinato della piovra croccante e un’insalata di finocchi e pompelmo rosa (25 euro il secondo e 6 euro il contorno). Il mio compagno ha optato per costine e patate fritte, ed era molto soddisfatto. Vino bianco delle Langhe per me, birra chiara per lui.

“Come mai ti ispirava proprio questo posto?”, gli ho domandato dopo mangiato. “Per i risotti che ho visto passare”, mi ha risposto. Da bravo milanese doc!

Prima di ripartire ci siamo seduti a bere un caffè allo storico Caffè Commercio, ancora una volta ai tavolini all’aperto. Tu che leggi avrai la doppia scelta, interno ed esterno, per quel che riguarda entrambi i locali, poiché le regole per bar e ristoranti ormai saranno cambiate.

La mia breve guida finisce qui, perché noi avevamo poco tempo a disposizione. Se tu hai almeno una giornata intera, ti segnalo che nei dintorni puoi trovare tantissime attrazioni manzoniane. Le cito in ordine sparso.

Il Castello dell’Innominato, a cinque chilometri da Lecco. Una passeggiata di mezz’ora, se intrapresa a partire dal Santuario di San Girolamo, a sua volta a venti minuti di auto da dove abbiamo bevuto il caffè.

C’è poi la Casa di Lucia, che a dirla tutta non è una sola ma due.

Villa Manzoni, dove lo scrittore ha realmente vissuto.

Ti lascio infine il link di una utile pagina di eccolecco per una mappa completa.

Buona gita dalla tua Ilaria, la Viandante Distratta.

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